BERSANI, LA SOCIETA' CIVILE E L'ALBUM DELLE FIGURINE

Pubblicato il 8 Gennaio 2013

E se Bersani alla fine cascasse proprio sullo stesso errore di Veltroni? Perché la composizione delle liste assomiglia sempre più a quella roba là, a quell'album delle figurine (con tutto il rispetto possibile per i personaggi che oggi sono coinvolti) di veltroniana memoria. Con l'aggravante che oggi di "società civile" ci si riempie un po' tutti la bocca, Ingroia e Monti in primis, e dunque comincia a perdere anche quel non so che di esclusivo e spendibile in marketing politico. Per farla breve, coinvolgere dall'esterno e includere personalità importanti è stragiusto, ma a patto che ciò non venga fatto per mera propaganda di quart'ordine, ma perché si coltivi il rapporto nel tempo affinché queste connessioni diano i frutti sperati, ovvero nuove politiche più attente, competenti e innovative. Che senso ha tutto questo altrimenti? Dice bene Sarubbi: "E quando la loro prima legislatura sarà finita, i candidati civici dovranno tornare al lavoro precedente, se lo hanno ancora, oppure – per essere rieletti – dovranno cominciare a fare i conti con le tessere e i voti, come chi viene da un radicamento territoriale nel partito e magari ha dedicato alla politica buona parte della propria vita? La società civile serve, insomma, ma solo finché è vergine? E cosa fa al secondo giro?"